2 Maggio 2017

Autobiografia

La musica ha sempre rappresentato per me un rifugio, un luogo in cui perdermi e allontanarmi dal contatto con la realtà.

Mi chiedo se la parola “musica” derivi da “Musa”, un’entità divina, ispiratrice….

Mi sono avvicinata allo studio degli standard jazz all’età di vent’anni, dopo aver ascoltato casualmente un disco per me molto importante e fascinoso: “McRae sings Monk” di Carmen McRae; rappresentava un modo di fare musica assolutamente sconosciuto, ma potente, e vibrante in armonia con il mio modo di essere.

Col passare del tempo la musica per me è diventata un modo di raccontare storie.

Sarò sempre in debito con Isabella Ceola perché grazie a lei sono stata “costretta” a cimentarmi nell’impresa di scrivere canzoni. Chi era Isabella Ceola?

Isabella, minuta e fatata creatura dagli occhi di un blu difficilmente ritrovabile in altri occhi, colpita in tenera età da una rara malattia che le ha portato invecchiamento precoce delle cellule e conseguentemente del suo aspetto esteriore, ma bella, di una bellezza magnetica, come riecheggia il suono del suo nome.

Inconsapevole delle tecniche di composizione, ho iniziato a passare in rassegna ogni piccola idea musicale che mi passava per la testa ed a registrarla con un registratore a cassette, cosa che peraltro continuo a fare tutt’ora, quando voglio provare a scrivere canzoni, servendomi però del cellulare. Allo stesso tempo prendevo nota in un quaderno di tutto quello che mi passava per la testa, scrivendo parole, poesie a modo mio, per avere materiale da accompagnare alla musica. Da tutto questo lavoro è nato un bellissimo spettacolo, dal titolo “Omaggio a Isabella Ceola”, portato in scena al Teatro Antoniano di Bologna nell’anno 2005.

Da allora ho imparato cosa significa scrivere canzoni e quanto è un’esperienza bella e veramente emozionante, commovente per me, oserei dire, perché tutt’oggi quando scrivo una canzone mi sembra un miracolo, un dono incredibile, di cui non credo di essere capace, fino a che arrivo alla fine, con grande stupore.

Solo dopo anni ho capito che quando scrivevo di Isabella in realtà scrivevo anche di me, alcuni caratteri in comune, o alcune emozioni che tutti, volenti o nolenti, devono provare, provano o proveranno, se vivono. La canzone “Voglio stare da sola” è nata proprio per Isabella, ma in un momento della mia vita di grande grande dolore, per cui tutto questo era perfettamente adatto anche a Sara.

Alcune canzoni scritte per Isabella sono contenute nel mio lavoro discografico “Di una sirena”, modificate nei testi o nelle strutture, perché nel frattempo sono cambiata.

Ora cantare e scrivere canzoni nasce per me dall’esigenza di raccontare storie, impersonate da tanti personaggi, a volte fantastici, che forse sono sempre io, o tutti quelli che ascoltano.

Se all’inizio musica per me significava solo perdermi in quel mare, ora significa anche raccontare e raccontarmi e forse rielaborare situazioni, emozioni di tutti i tipi.

A volte mi avvicino alla musica, altre volte devo tenerla più lontana perché mi spaventa, ma mi accompagna ed è sempre con me, è sempre lì il mio rifugio e forse l’unico luogo in cui riesco ad essere me stessa.

Il mio desiderio e l’augurio per chi ascolta la mia musica è che possa trarre gioia, un po’ più di conoscenza di sé, un rifugio, come una calda coperta quando fuori fa molto freddo e tutto quello che desidera di bello per sé!

Formazione

Ho iniziato a studiare canto all’età di sedici anni con un amico di mio padre, il pianista e compositore bolognese Agostino Zuffi. Tino aveva iniziato a suonare il pianoforte sulle navi all’età di undici anni e lì aveva passato tanto tempo. L’adoravo, adoravo passare qualche ora con lui; aveva dei bellissimi pianoforti in casa ed una facilità ed un orecchio impressionante nel suonare qualsiasi canzone mi venisse in mente, senza ricorrere a spartiti; in particolare cantavo con lui le canzoni di Mina e mi divertivo moltissimo. Aveva la capacità di ripetere immediatamente qualsiasi canzone ascoltasse, cambiando la tonalità per me al bisogno; il giorno dopo San Remo, già suonava le nuove canzoni… La sua prematura scomparsa è stato un grande dolore per me, tanto che nei primi concerti continuavo a cantare “E se domani” di Mina su una base di pianoforte suonata e improvvisata da lui. Spesso mi sgridava, ma mi aveva preso a cuore e mi diceva che quando cantavo avevo una maturità impressionante rispetto alla mia giovane età, poi mi irrigidivo e mi bloccavo; era un’alternanza tra interpretazioni, a suo dire “mature” e blocchi, quando le mie paure prendevano il sopravvento….

All’età di venti anni circa, ho iniziato a studiare gli standard jazz, sotto la guida della cantante e concertista tedesca Martina Grossburlage. Era un genere musicale non amato dalla mia famiglia, non disponevo di nessun tipo di materiale musicale di quel genere, ma quando ho ascoltato l’album “McRae sings Monk” sono rimasta folgorata ed ho capito che quello era il modo di fare musica che più mi rispecchiava, per il tipo di sonorità, ma soprattutto per la presenza fondamentale e predominante dell’improvvisazione. Ho iniziato ad ascoltare le grandi cantanti jazz, come Sarah Vaughan ed Ella Fitzgerald. Non è facile per me prediligerne una o l’altra, sarebbe come dire che una stella brilla di più dell’altra, cosa che può sembrare ad un primo sguardo, ma dipende dall’angolazione con cui guardi il cielo e dalla lontananza della stella dai tuoi occhi…..

Shirley Horn ha lasciato un segno indelebile in me, per l’uso molto personale e integrato con la voce del pianoforte, per le dinamiche e gli arrangiamenti eleganti. Non a caso fu Miles Davis ad incentivare e divulgare il suo grande talento.

Durante l’estate 2002 ho partecipato ai corsi di canto “The Berklee summer School ad Umbria jazz Clinics”, tenuti da Donna Mc Elroy, cosa che mi fruttò peraltro il licenziamento dal luogo di lavoro, in quanto le ferie non mi erano state approvate, ma avevo deciso di andare a tutti i costi…. Ero veramente immatura in quegli anni e devo ammettere che passavo le notti in giro per i locali, marinando le lezioni di armonia, di cui capivo poco, ma è stata un’esperienza bellissima!

Nel 2006 ho frequentato il seminario di tecnica vocale americano “Estill voice training sistems model” – I livello, tenuto dall’insegnante fiorentina Rossana Baroncelli. Sono rimasta molto colpita dall’approccio scientifico del metodo e dalla quantità di risposte a molte domande di tecnica vocale che trovavo, dal fatto che si trattava di una visione a 360 gradi dei vari modi di usare la voce. Oltre ad aver ideato le compulsory figures for voice control, Jo Estill ha decodificato e creato le cosiddette “ricette” delle qualità vocali, dallo speech all’opera, al falsetto…. partendo dal principio che ogni voce è bellissima e dando un potentissimo ed unico strumento utile a tutti i professionisti del settore. Il fatto che i libri erano in inglese a volte mi creava delle difficoltà. Poi riprendevo a studiare con vocabolario alla mano e riscoprivo nuove risorse e possibilità.

Il desiderio di approfondire il metodo Estill Voice Trainig System mi ha portato a ricercare l’aiuto di esperti del settore. Ho avuto la fortuna di studiare con i Maestri Alejandro Saorin Martinez ed Elisa Turlà, fino all’ottenimento nel luglio 2015, del certificato di C.M.T.

Non potrò mai dimenticare Elisa e le sarò sempre grata per l’accoglienza, la generosità, arte e umanità che mi ha dimostrato, è stata una grandissima artista che ha donato a tutti noi il suo sapere, come ha fatto del resto prima di lei Jo Estill.

Mi sono dedicata allo studio del solfeggio e dell’armonia con una bravissima artista, cantante e arrangiatrice, Elisabetta Dall’Argine.

Attività artistica

Nel corso degli anni ho ideato vari spettacoli musicali che sono riuscita a portare nei teatri con l’aiuto di associazioni di beneficienza o nell’ambito di eventi patrocinati dai Comuni della Provincia di Bologna.

Nel 2003 ho presentato al Teatro Antoniano di Bologna uno spettacolo sulla storia della musica jazz dal titolo: “Echi di fiumi musicali”, con parti recitative scritte da me. E’ stato veramente difficile estrapolare brani sulle varie epoche storiche, a partire dallo spiritual per arrivare fino al be-pop, toccando blues, latin jazz, musical, ecc…. ma è stata una grande soddisfazione.

Ho partecipato a concerti gospel, vista la presenza di mio padre, anche lui prematuramente scomparso, come organista della chiesa di un piccolo paese vicino a Bologna.

Mi sono dedicata ad ideare vari spettacoli, unendo molto spesso arti figurative, musica e narrazione, in particolare: “Luce e fantasia: nel cuore della musica”, “Omaggio a Cole Porter” incentrato sul racconto della vita e delle peripezie di questo grande musicista, “Un cielo a colori, un quadro, un amore” accompagnato da opere pittoriche di artisti esposte presso l’Auditorium del Comune di Molinella, “Luci, colori, lamine di vita” e “Mina in jazz”, dedicato alla rivisitazione in chiave jazzistica di alcuni successi di questa grande artista.

Nel mese di maggio 2005, al teatro Antoniano di Bologna, nell’ambito dello spettacolo “Omaggio ad Isabella Ceola”, ho proposto per la prima volta canzoni in italiano, scritte da me e da Federico Sportelli Sciarrone.

Nel 2013 ho presentato all’Auditorium di Budrio la mostra – concerto “Sguardi di memoria”, accompagnata dall’esposizione delle opere del pittore, grande artista e amico carissimo, Daniele Biagini; in quell’occasione ho eseguito i brani che sarebbero confluiti nell’imminente registrazione del cd “Di una sirena”, per il quale Daniele ha creato il quadro raffigurante una sirena che compare sulla copertina del disco.

Il 23 febbraio 2019 ho partecipato alla rassegna per cantautori e interpreti tenutasi presso il Teatro comunale di Dozza ed in tale occasione ho vinto il premio radiofonico 7va, con la canzone “Io resto qui”.

Nel maggio 2020, la canzone “La goccia” si è aggiudicata il primo posto nell’ambito della trasmissione “Canzonissima” su Radio San Luchino ed il premio radiofonico.

Il 13 settembre 2020 nell’ambito del “Festival della Canzone d’Autore 2020” promosso da Playtune Records, la canzone “La goccia” è stata premiata con l’attribuzione del premio originalità.

Il 24 marzo 2021 la canzone “Che cosa c’è” si è aggiudicata il secondo posto nell’ambito del festival “Canzonissima” edizione 2021, promosso da Radio San Luchino.

Premio originalità “La goccia” – Festival della Canzone d’Autore Playtune Records 2020.